Collezione delle uniche Carte militari originali della battaglia in vendita
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La battaglia di Solferino e San Martino nel contesto europeo
di Costantino Cipolla
La battaglia di Solferino e San Martino fu combattuta il 24 giugno 1859 sulle
colline che contornano da Sud il lago di Garda. Fu la battaglia di un giorno e
concluse a tutti gli effetti, anche se in modo imprevisto, quella che sarebbe
passata alla storia come la seconda guerra dell'indipendenza italiana. Si
scontrarono sul campo, dalle colline di San Martino a Nord alla piana di
Medole a Sud , circa 125.000 austriaci di varie etnie, provenienti da Est,
contro 83.000 francesi e 35.000 italiani (esercito sardo), provenienti da
ovest. La battaglia, vedi fig 1, si svolse lungo quattro direttrici tra di loro
relativamente autonome, anche se strutturalmente interdipendenti ed
orientate allo stesso fine, che partendo da Nord riguardarono l'asse
S.Martino-Pozzolengo, dove combatterono circa 22.000 italiani contro
altrettanti austriaci; l'asse Madonna della Scoperta Redone, con 14.000
sardi di fronte a poco meno di 9.000 austriaci; l'asse, il principale, Solferino-
Cavriana con sul campo 51.000 francesi di contro a 45.000 austriaci ed,
infine, l'asse più a Sud fra Medole e Guidizzolo, quello più trascurato, dove
32.000 francesi riuscirono a contenere e respingere ben 52.000 austriaci. I
cavalli impegnati nei combattimenti furono più di 20.000 equamente divisi
fra gli eserciti, mentre i cannoni furono poco più di settecento con una
prevalenza di quelli asburgici (circa 400 ), per quanto tecnologicamente più
arretrati.
La battaglia ebbe fasi diverse lungo i vari assi (fig 2)e cominciò molto presto
al mattino (a Sud, si cominciò a sparare con il buio) e si concluse dopo il
tramonto (al Nord, la ritirata austriaca avvenne dopo le otto e mezza di
sera). Gli scontri furono differenziati e, come visto, coinvolsero un numero
ben diverso di combattenti nei vari combattimenti. La chiave di volta della
giornata può essere colta nella conquista da parte dei francesi della rocca di
Solferino. E ciò sia per il suo alto valore simbolico, sia soprattutto perché
questo significò la conquista di tutta la bocca o dell'intero crinale di Pozzo
Catena, con la messa in fuga degli austriaci. La "rotta" che ne derivò non fu
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